Visite turistiche
Il mercato del Capo, insieme agli altri mercati di Palermo come Ballarò, La Vucciria, è un importante punto di smercio agroalimentare al dettaglio. È un animatissimo e caratteristico mercato alimentare: i colori, le urla (i vuci) dei venditori, l'animazione delle bancarelle ne fanno un elemento essenziale del carattere della città di Palermo. È un mercato attivo tutti i giorni, compreso la domenica mattina, troverete anche taverne e luoghi di ritrovo.
___The Capo market, together with the other markets of Palermo such as Ballarò, La Vucciria, is an important point of retail agri-food sales. It is a very lively and characteristic food market: the colors, the shouts (i vuci) of the vendors, the animation of the stalls make it an essential element of the character of the city of Palermo. It is a market active every day, including Sunday morning, you will also find taverns and meeting places.
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Capo Market
Il mercato del Capo, insieme agli altri mercati di Palermo come Ballarò, La Vucciria, è un importante punto di smercio agroalimentare al dettaglio. È un animatissimo e caratteristico mercato alimentare: i colori, le urla (i vuci) dei venditori, l'animazione delle bancarelle ne fanno un elemento essenziale del carattere della città di Palermo. È un mercato attivo tutti i giorni, compreso la domenica mattina, troverete anche taverne e luoghi di ritrovo.
___The Capo market, together with the other markets of Palermo such as Ballarò, La Vucciria, is an important point of retail agri-food sales. It is a very lively and characteristic food market: the colors, the shouts (i vuci) of the vendors, the animation of the stalls make it an essential element of the character of the city of Palermo. It is a market active every day, including Sunday morning, you will also find taverns and meeting places.
La cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, fu costruita nel XII secolo. Essa è caratterizzata da uno stile arabo-normanno, unico nel suo genere in Sicilia. La chiesa fu costruita dal 1185 da Gautier Ophamil (detto Offamilio), arcivescovo anglo-normanno di Palermo, ministro del re Guglielmo II.
___The cathedral of Palermo, dedicated to the Holy Virgin Mary of the Assumption, was built in the 12th century. It is characterized by an Arab-Norman style, unique in its kind in Sicily. The church was built from 1185 by Gautier Ophamil (called Offamilio), Anglo-Norman archbishop of Palermo, minister of King William II.
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Cathedral of Palermo
La cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, fu costruita nel XII secolo. Essa è caratterizzata da uno stile arabo-normanno, unico nel suo genere in Sicilia. La chiesa fu costruita dal 1185 da Gautier Ophamil (detto Offamilio), arcivescovo anglo-normanno di Palermo, ministro del re Guglielmo II.
___The cathedral of Palermo, dedicated to the Holy Virgin Mary of the Assumption, was built in the 12th century. It is characterized by an Arab-Norman style, unique in its kind in Sicily. The church was built from 1185 by Gautier Ophamil (called Offamilio), Anglo-Norman archbishop of Palermo, minister of King William II.
Il Palazzo Reale o dei Normanni si trova a Palermo, ed è la più antica residenza Reale d’Europa. Ancora visibili, nei sotterranei visitabili, i resti dei primi insediamenti punici, ma la prima parte costruita risale alla dominazione araba nel IX secolo.
I Normanni in seguito trasformarono il Castello nel centro nevralgico della loro monarchia e realizzarono quattro torri collegate tra loro da portici e giardini. Si deve a Ruggero II la costruzione di una magnifica cappella interna al palazzo, la “Cappella Palatina”, dedicata ai santi Pietro e Paolo e consacrata nel 1140. Il complesso era collegato in origine alla Cattedrale da una via coperta. Nel 1556 dopo la demolizione delle torri e il rifacimento dell’imponente facciata divenne dimora dei Vicerè spagnoli.
Oggi il Palazzo svolge un’importante funzione direttiva, essendo sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
___The Royal Palace or Norman Palace is located in Palermo, and is the oldest royal residence in Europe. The remains of the first Punic settlements are still visible in the visitable underground, but the first built part dates back to the Arab domination in the 9th century.
The Normans later transformed the Castle into the nerve center of their monarchy and built four towers connected to each other by porticoes and gardens. Roger II is responsible for the construction of a magnificent chapel inside the palace, the "Palatine Chapel", dedicated to Saints Peter and Paul and consecrated in 1140. The complex was originally connected to the Cathedral by a covered road. In 1556, after the demolition of the towers and the reconstruction of the imposing facade, it became the residence of the Spanish Viceroys.
Today the Palace plays an important managerial role, being the seat of the Sicilian Regional Assembly.
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Norman Palace
Il Palazzo Reale o dei Normanni si trova a Palermo, ed è la più antica residenza Reale d’Europa. Ancora visibili, nei sotterranei visitabili, i resti dei primi insediamenti punici, ma la prima parte costruita risale alla dominazione araba nel IX secolo.
I Normanni in seguito trasformarono il Castello nel centro nevralgico della loro monarchia e realizzarono quattro torri collegate tra loro da portici e giardini. Si deve a Ruggero II la costruzione di una magnifica cappella interna al palazzo, la “Cappella Palatina”, dedicata ai santi Pietro e Paolo e consacrata nel 1140. Il complesso era collegato in origine alla Cattedrale da una via coperta. Nel 1556 dopo la demolizione delle torri e il rifacimento dell’imponente facciata divenne dimora dei Vicerè spagnoli.
Oggi il Palazzo svolge un’importante funzione direttiva, essendo sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
___The Royal Palace or Norman Palace is located in Palermo, and is the oldest royal residence in Europe. The remains of the first Punic settlements are still visible in the visitable underground, but the first built part dates back to the Arab domination in the 9th century.
The Normans later transformed the Castle into the nerve center of their monarchy and built four towers connected to each other by porticoes and gardens. Roger II is responsible for the construction of a magnificent chapel inside the palace, the "Palatine Chapel", dedicated to Saints Peter and Paul and consecrated in 1140. The complex was originally connected to the Cathedral by a covered road. In 1556, after the demolition of the towers and the reconstruction of the imposing facade, it became the residence of the Spanish Viceroys.
Today the Palace plays an important managerial role, being the seat of the Sicilian Regional Assembly.
La reale imperiale Cappella Palatina è una basilica in stile siculo-normanno, fatta consacrare nel 1140 da re Ruggero II di Sicilia, e che si trova all'interno del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni a Palermo.
___The Royal Imperial Palatine Chapel is a basilica in Sicilian-Norman style, consecrated in 1140 by King Roger II of Sicily, and located within the architectural complex of the Norman Palace in Palermo.
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Palatine Chapel
La reale imperiale Cappella Palatina è una basilica in stile siculo-normanno, fatta consacrare nel 1140 da re Ruggero II di Sicilia, e che si trova all'interno del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni a Palermo.
___The Royal Imperial Palatine Chapel is a basilica in Sicilian-Norman style, consecrated in 1140 by King Roger II of Sicily, and located within the architectural complex of the Norman Palace in Palermo.
La Chiesa del Gesù, meglio conosciuta con il nome di Casa Professa, costruita nel 1564 dai padri Gesuiti rappresenta, sicuramente, l’esempio più significativo dell’arte barocca a Palermo. Malgrado avesse inglobato parte delle precedenti strutture, la nuova chiesa risultò di forme sontuose e nel 1683 fu completata la cupola.
Alla decorazione si lavorò dal 1658 fino a tutto il XVIII secolo. A partire dal 1703 si diede inizio ad una nuova fase della decorazione dei soffitti e delle volte; gli stucchi furono eseguiti da Procopio Serpotta, mentre gli affreschi furono opera di Antonio Grano. La facciata, su disegno tardo cinquecentesco, è posta su una gradinata; sulle aperture sono state collocate delle nicchie che ospitano le statue della Vergine della Grotta col Gesù, S. Ignazio e S. Francesco.
___The Church of the Gesù, better known as Casa Professa, built in 1564 by the Jesuit fathers, certainly represents the most significant example of Baroque art in Palermo. Despite having incorporated part of the previous structures, the new church was sumptuous in shape and the dome was completed in 1683.
The decoration was worked on from 1658 until the end of the 18th century. From 1703 a new phase of decoration of the ceilings and vaults began; the stuccoes were made by Procopio Serpotta, while the frescoes were the work of Antonio Grano. The façade, designed in the late 16th century, is placed on a staircase; niches have been placed on the openings that house the statues of the Virgin of the Grotto with Jesus, St. Ignatius and St. Francis.
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Chiesa del Gesù
La Chiesa del Gesù, meglio conosciuta con il nome di Casa Professa, costruita nel 1564 dai padri Gesuiti rappresenta, sicuramente, l’esempio più significativo dell’arte barocca a Palermo. Malgrado avesse inglobato parte delle precedenti strutture, la nuova chiesa risultò di forme sontuose e nel 1683 fu completata la cupola.
Alla decorazione si lavorò dal 1658 fino a tutto il XVIII secolo. A partire dal 1703 si diede inizio ad una nuova fase della decorazione dei soffitti e delle volte; gli stucchi furono eseguiti da Procopio Serpotta, mentre gli affreschi furono opera di Antonio Grano. La facciata, su disegno tardo cinquecentesco, è posta su una gradinata; sulle aperture sono state collocate delle nicchie che ospitano le statue della Vergine della Grotta col Gesù, S. Ignazio e S. Francesco.
___The Church of the Gesù, better known as Casa Professa, built in 1564 by the Jesuit fathers, certainly represents the most significant example of Baroque art in Palermo. Despite having incorporated part of the previous structures, the new church was sumptuous in shape and the dome was completed in 1683.
The decoration was worked on from 1658 until the end of the 18th century. From 1703 a new phase of decoration of the ceilings and vaults began; the stuccoes were made by Procopio Serpotta, while the frescoes were the work of Antonio Grano. The façade, designed in the late 16th century, is placed on a staircase; niches have been placed on the openings that house the statues of the Virgin of the Grotto with Jesus, St. Ignatius and St. Francis.
Principesca dimora dei Branciforte, principi di Butera, di casa Scordia. Il nucleo originale del palazzo ha origini seicentesche, ma a partire dal 1721, quando divenne residenza dei Branciforte, fu data al palazzo una nuova definizione e, con ampliamenti successivi, l’edificio raggiunse un fronte di circa 120 metri.
Dopo l’incendio del 1759, il palazzo fu totalmente rifatto e fastosamente arricchito da uno stuolo di decoratori, stuccatori, ceramisti ed arredatori. Di notevole interesse sono la volta affrescata da Gioacchino Martorana con una finta balconata e cupola a tromp l’oeil e gli affreshi presenti nelle cinque sale del piano nobile, eseguiti dallo stesso artista, che raffigurano scene pastorali entro cornici dal disegno architettonico.
Nel 2016, il palazzo è stato acquistato da Massimo e Francesca Valsecchi, i quali hanno finanziato un restauro integrale della struttura con l’intenzione di creare una sede museale che ospiterà le opere d’arte della loro splendida collezione. Le opere raccolte rappresentano i vertici della produzione artistica di diverse epoche storiche e di varie culture.
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Palazzo Butera
Principesca dimora dei Branciforte, principi di Butera, di casa Scordia. Il nucleo originale del palazzo ha origini seicentesche, ma a partire dal 1721, quando divenne residenza dei Branciforte, fu data al palazzo una nuova definizione e, con ampliamenti successivi, l’edificio raggiunse un fronte di circa 120 metri.
Dopo l’incendio del 1759, il palazzo fu totalmente rifatto e fastosamente arricchito da uno stuolo di decoratori, stuccatori, ceramisti ed arredatori. Di notevole interesse sono la volta affrescata da Gioacchino Martorana con una finta balconata e cupola a tromp l’oeil e gli affreshi presenti nelle cinque sale del piano nobile, eseguiti dallo stesso artista, che raffigurano scene pastorali entro cornici dal disegno architettonico.
Nel 2016, il palazzo è stato acquistato da Massimo e Francesca Valsecchi, i quali hanno finanziato un restauro integrale della struttura con l’intenzione di creare una sede museale che ospiterà le opere d’arte della loro splendida collezione. Le opere raccolte rappresentano i vertici della produzione artistica di diverse epoche storiche e di varie culture.
L’area su cui sorse il palazzo era occupata fin dal XVI secolo da palazzo Afflitto, il quale fu acquistato da Giuseppe Emanuele Ventimiglia e Cottone, principe di Belmonte, che lo fece riedificare completamente da Giuseppe Venanzio Marvuglia a partire dal 1780.
Passato ai principi di Pandolfina e nel 1841 a Giovanni Riso, divenne nel 1935 “Casa del Fascio”; centrato dai bombardamenti del 1943 fu abbandonato ai vandali che asportarono quanto non distrutto dalle bombe. Il prospetto è l’unica struttura rimasta integra ed è caratterizzato dalla presenza di lesene ornate da capitelli; da un portale d’ingresso affiancato da colonne e da una lunga balconata, corrispondente al piano nobile.
Dopo un attento restauro, dal 2005 è divenuto sede del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia; il cui percorso espositivo, curato da Francesco Andolina, parte da una prima tranche di opere che coprono circa sessant'anni di storia, dai siciliani Carla Accardi, Pietro Consagra, Salvo, Antonio Sanfilippo ed Emilio Isgro', fino a Croce Taravella, Alessandro Bazan, Laboratorio Saccardi, con un'incursione autorizzata di chi ha lavorato in Sicilia, Jannis Kounellis, Richard Long, Christian Boltanski. Oltre alla colleazione permanente, il museo ospita, anche delle mostre temporanee.
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Palazzo Riso
L’area su cui sorse il palazzo era occupata fin dal XVI secolo da palazzo Afflitto, il quale fu acquistato da Giuseppe Emanuele Ventimiglia e Cottone, principe di Belmonte, che lo fece riedificare completamente da Giuseppe Venanzio Marvuglia a partire dal 1780.
Passato ai principi di Pandolfina e nel 1841 a Giovanni Riso, divenne nel 1935 “Casa del Fascio”; centrato dai bombardamenti del 1943 fu abbandonato ai vandali che asportarono quanto non distrutto dalle bombe. Il prospetto è l’unica struttura rimasta integra ed è caratterizzato dalla presenza di lesene ornate da capitelli; da un portale d’ingresso affiancato da colonne e da una lunga balconata, corrispondente al piano nobile.
Dopo un attento restauro, dal 2005 è divenuto sede del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia; il cui percorso espositivo, curato da Francesco Andolina, parte da una prima tranche di opere che coprono circa sessant'anni di storia, dai siciliani Carla Accardi, Pietro Consagra, Salvo, Antonio Sanfilippo ed Emilio Isgro', fino a Croce Taravella, Alessandro Bazan, Laboratorio Saccardi, con un'incursione autorizzata di chi ha lavorato in Sicilia, Jannis Kounellis, Richard Long, Christian Boltanski. Oltre alla colleazione permanente, il museo ospita, anche delle mostre temporanee.
Appartenuto, nel XVI secolo, ad Aloisio Bologna, e successivamente alla famiglia Alliata e Moncada. Venne restaurato dopo il terremoto del 1751, con l’intervento dell’architetto Vaccarini.
Presenta un magnifico prospetto, arricchito da stemmi e fastigi di grande effetto ornamentale; al piano terra si aprono due monumentali ingressi, ornati da quattro statue marmoree di media proporzione (una femminile panneggiata di età romana e tre di soggetto mitologico raffiguranti rispettivamente Vesta, Apollo e Diana); l’interno, un tempo ricchissimo di arredi rococò, conserva un salone affrescato da Gaspare Serenario.
Il palazzo è oggi utilizzato per l’esposizione di mostre e per ospitare manifestazioni.
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Palazzo Alliata Villafranca
Appartenuto, nel XVI secolo, ad Aloisio Bologna, e successivamente alla famiglia Alliata e Moncada. Venne restaurato dopo il terremoto del 1751, con l’intervento dell’architetto Vaccarini.
Presenta un magnifico prospetto, arricchito da stemmi e fastigi di grande effetto ornamentale; al piano terra si aprono due monumentali ingressi, ornati da quattro statue marmoree di media proporzione (una femminile panneggiata di età romana e tre di soggetto mitologico raffiguranti rispettivamente Vesta, Apollo e Diana); l’interno, un tempo ricchissimo di arredi rococò, conserva un salone affrescato da Gaspare Serenario.
Il palazzo è oggi utilizzato per l’esposizione di mostre e per ospitare manifestazioni.
Nel 1859, benché la città di Palermo fosse ben fornita di teatri pubblici, prese corpo l'idea di bandire un concorso internazionale per la costruzione di un nuovo teatro da intitolare a Ferdinando II .
Venne deciso, pertanto, di costruire un grande anfiteatro a cielo aperto fuori Porta Maqueda ed all'inizio della strada che aveva preso il nome di Via della Libertà.
Importante esempio di architettura neoclassica, presenta un grande ingresso a guisa di monumentale arco trionfale al cui apice svetta la Quadriga bronzea di Mario Rutelli, rappresentante il "Trionfo di Apollo ed Euterpe" fiancheggiata da una coppia di cavalli bronzei e cavalieri modellati da Benedetto Civiletti rappresentanti i "Giochi olimpici", mentre, ai due lati dell'ingresso principale del teatro, dietro i due grandi candelabri, si scorgono le due lapidi che riportano le storiche epigrafi dettate da Isidoro La Lumia ed, in alto, i due bassorilievi rappresentanti le "Fame" disegnate dal pittore Pensabene. Intorno al prospetto esterno si sviluppa il corpo semicircolare dell'edificio con i due ordini di colonnato dorico e ionico con stesure di colore azzurro e giallo e figure sormontate da un fregio che riproduce i giochi del circo su un fondo di colore rosso. L'arco trionfale del prospetto è ingentilito da una bellissima composizione in bassorilievo a stucco, opera del Rutelli, che rappresenta una moltitudine di putti musici e cantori. All'interno, una sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un doppio ampio loggione/anfiteatro per una capienza allora progettata per cinquemila spettatori, mentre sul boccascena si sviluppa un colonnato esastilo corinzio al cui centro è collocato il busto bronzeo di Giuseppe Garibaldi, delimitato dai due lati dalle allegorie della Tragedia e della Commedia. Damiani propone una ricca decorazione policroma di stile pompeiano sia all'esterno che all'interno del teatro, affidandola ad illustri pittori locali.
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Teatro Politeama Garibaldi
Nel 1859, benché la città di Palermo fosse ben fornita di teatri pubblici, prese corpo l'idea di bandire un concorso internazionale per la costruzione di un nuovo teatro da intitolare a Ferdinando II .
Venne deciso, pertanto, di costruire un grande anfiteatro a cielo aperto fuori Porta Maqueda ed all'inizio della strada che aveva preso il nome di Via della Libertà.
Importante esempio di architettura neoclassica, presenta un grande ingresso a guisa di monumentale arco trionfale al cui apice svetta la Quadriga bronzea di Mario Rutelli, rappresentante il "Trionfo di Apollo ed Euterpe" fiancheggiata da una coppia di cavalli bronzei e cavalieri modellati da Benedetto Civiletti rappresentanti i "Giochi olimpici", mentre, ai due lati dell'ingresso principale del teatro, dietro i due grandi candelabri, si scorgono le due lapidi che riportano le storiche epigrafi dettate da Isidoro La Lumia ed, in alto, i due bassorilievi rappresentanti le "Fame" disegnate dal pittore Pensabene. Intorno al prospetto esterno si sviluppa il corpo semicircolare dell'edificio con i due ordini di colonnato dorico e ionico con stesure di colore azzurro e giallo e figure sormontate da un fregio che riproduce i giochi del circo su un fondo di colore rosso. L'arco trionfale del prospetto è ingentilito da una bellissima composizione in bassorilievo a stucco, opera del Rutelli, che rappresenta una moltitudine di putti musici e cantori. All'interno, una sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un doppio ampio loggione/anfiteatro per una capienza allora progettata per cinquemila spettatori, mentre sul boccascena si sviluppa un colonnato esastilo corinzio al cui centro è collocato il busto bronzeo di Giuseppe Garibaldi, delimitato dai due lati dalle allegorie della Tragedia e della Commedia. Damiani propone una ricca decorazione policroma di stile pompeiano sia all'esterno che all'interno del teatro, affidandola ad illustri pittori locali.
Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, meglio noto come Teatro Massimo, di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.
Per il teatro fu scelta un’area posta tra il nucleo antico della città e la nuova espansione settentrionale, quasi a voler sancire la continuità storica tra le due zone. Il teatro si fece posto tra gli antichi quartieri attraverso radicali demolizioni che interessarono, oltre a tratti della cinta muraria, il quartiere degli aragonesi, ad occidente, ed i complessi monastici di S. Giuliano e delle Stimmate.
Il progetto vincitore del concorso, bandito nel 1864, fu quello di Giovan Battista Filippo Basile. Il teatro Massimo Vittorio Emanuele copre un’area di mq 7.730 ed è stimato il terzo teatro in Europa per estensione, dopo l’Operà National di Parigi e il Wiener Staatsoper di Vienna, capacità e requisiti tecnici. L’ingresso è caratterizzato da un colonnato esastilo su una monumentale gradinata; sulle sponde delle scale sono due opere in bronzo che rappresentano la Tragedia, di Benedetto Civiletti, e la Lirica, di Mario Rutelli.
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Teatro Massimo
Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, meglio noto come Teatro Massimo, di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.
Per il teatro fu scelta un’area posta tra il nucleo antico della città e la nuova espansione settentrionale, quasi a voler sancire la continuità storica tra le due zone. Il teatro si fece posto tra gli antichi quartieri attraverso radicali demolizioni che interessarono, oltre a tratti della cinta muraria, il quartiere degli aragonesi, ad occidente, ed i complessi monastici di S. Giuliano e delle Stimmate.
Il progetto vincitore del concorso, bandito nel 1864, fu quello di Giovan Battista Filippo Basile. Il teatro Massimo Vittorio Emanuele copre un’area di mq 7.730 ed è stimato il terzo teatro in Europa per estensione, dopo l’Operà National di Parigi e il Wiener Staatsoper di Vienna, capacità e requisiti tecnici. L’ingresso è caratterizzato da un colonnato esastilo su una monumentale gradinata; sulle sponde delle scale sono due opere in bronzo che rappresentano la Tragedia, di Benedetto Civiletti, e la Lirica, di Mario Rutelli.
Il palazzo, iniziato durante il regno di Guglielmo I ed ultimato da Guglielmo II intorno al 1167, fu la residenza estiva preferita dai re e dalla sua corte. Il suo nome deriva dall’arabo “al-Aziz”, ovvero “splendido”. Durante i secoli ha subito diverse trasformazioni, la più rilevante è sicuramente quella avvenuta nel 1635, dove vi furono apportate aggiunte in stile barocco, ad opera di Giovanni Sandoval.
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Zisa Castle
Il palazzo, iniziato durante il regno di Guglielmo I ed ultimato da Guglielmo II intorno al 1167, fu la residenza estiva preferita dai re e dalla sua corte. Il suo nome deriva dall’arabo “al-Aziz”, ovvero “splendido”. Durante i secoli ha subito diverse trasformazioni, la più rilevante è sicuramente quella avvenuta nel 1635, dove vi furono apportate aggiunte in stile barocco, ad opera di Giovanni Sandoval.
I Cantieri Culturali alla Zisa sono un'ex area industriale di Palermo, realizzata da Vittorio Ducrot. Oggi ospita eventi espositivi e culturali. Insieme all'ex stabilimento chimico all'Arenella è uno degli esempi principali di archeologia industriale presenti a Palermo.
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Cantieri Culturali alla Zisa
I Cantieri Culturali alla Zisa sono un'ex area industriale di Palermo, realizzata da Vittorio Ducrot. Oggi ospita eventi espositivi e culturali. Insieme all'ex stabilimento chimico all'Arenella è uno degli esempi principali di archeologia industriale presenti a Palermo.
Bell’esempio di stile Liberty, l’edificio fu realizzato nel 1912. La facciata è caratterizzata da elementi decorativi a rilievo che disegnano trine floreali ed eleganti testine muliebri.
Palazzo Failla Zito
Bell’esempio di stile Liberty, l’edificio fu realizzato nel 1912. La facciata è caratterizzata da elementi decorativi a rilievo che disegnano trine floreali ed eleganti testine muliebri.
Splendido esempio di architettura Liberty. Fu realizzato dall'architetto Ernesto Basile, il quale decise di dedicarne la costruzione alla moglie Ida, tra il 1899 e il 1902, per volere della potente famiglia Florio.
E' una delle prime opere architettoniche in stile Liberty d'Italia e viene considerato uno dei capolavori dell'Art Nouveau a livello europeo. Vista l'attitudine cosmopolita e di grande viaggiatore di Vincenzo Florio, Basile decise di ricreare, attraverso i vari elementi dell'edificio, tutte le tappe toccate dal ricco borghese: superfici barocche, capriate tipicamente nordiche, torrette cilindriche che rimandano ai castelli francesi etc.
Terminato il periodo florido della famiglia, il villino cadde in disuso fino all'incendio del 1962 che ne danneggiò parte dell'interno. Finalmente, dopo un lungo periodo di restauro, il Villino Florio è fruibile ai visitatori.
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Villino Florio
Splendido esempio di architettura Liberty. Fu realizzato dall'architetto Ernesto Basile, il quale decise di dedicarne la costruzione alla moglie Ida, tra il 1899 e il 1902, per volere della potente famiglia Florio.
E' una delle prime opere architettoniche in stile Liberty d'Italia e viene considerato uno dei capolavori dell'Art Nouveau a livello europeo. Vista l'attitudine cosmopolita e di grande viaggiatore di Vincenzo Florio, Basile decise di ricreare, attraverso i vari elementi dell'edificio, tutte le tappe toccate dal ricco borghese: superfici barocche, capriate tipicamente nordiche, torrette cilindriche che rimandano ai castelli francesi etc.
Terminato il periodo florido della famiglia, il villino cadde in disuso fino all'incendio del 1962 che ne danneggiò parte dell'interno. Finalmente, dopo un lungo periodo di restauro, il Villino Florio è fruibile ai visitatori.
Il suggestivo quartiere costiero di Mondello è rinomato per la spiaggia omonima, un lungo litorale sabbioso con diversi punti dove noleggiare lettini prendisole e attrezzature per gli sport acquatici. Quest'area vivace è dominata da un padiglione in stile Art Nouveau situato alla fine di un molo. Chioschi gastronomici stagionali e ristoranti gourmet fiancheggiano la spiaggia e le strade dell'ex borgo dei pescatori di Mondello Paese.
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Mondello Beach
Il suggestivo quartiere costiero di Mondello è rinomato per la spiaggia omonima, un lungo litorale sabbioso con diversi punti dove noleggiare lettini prendisole e attrezzature per gli sport acquatici. Quest'area vivace è dominata da un padiglione in stile Art Nouveau situato alla fine di un molo. Chioschi gastronomici stagionali e ristoranti gourmet fiancheggiano la spiaggia e le strade dell'ex borgo dei pescatori di Mondello Paese.
Il Duomo di Monreale è considerato uno dei più spettacolari templi della Cristianità, impreziosito al suo interno da straordinarie raffigurazioni bizantine realizzate in mosaico che lo rendono uno dei monumenti più importanti e ammirati d'Italia e del mondo
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Monreale Cathedral
Il Duomo di Monreale è considerato uno dei più spettacolari templi della Cristianità, impreziosito al suo interno da straordinarie raffigurazioni bizantine realizzate in mosaico che lo rendono uno dei monumenti più importanti e ammirati d'Italia e del mondo
La riserva Capo Gallo è un’area naturale protetta che si trova all’interno del territorio comunale di Palermo.
Mare cristallino, splendido panorama, tramonto suggestivo.
Si tratta di un’oasi di circa 600 ettari che è si estende principalmente sul monte Gallo e sul suo promontorio che scende verso il mare e separa i due golfi che si affacciano sul capoluogo siciliano: Mondello e Sferracavallo. E' la seconda area naturale protetta dopo quella del monte Pellegrino.
Anche il tratto di mare con unisce Capo Gallo e la vicina isola delle Femmine è un’oasi protetta, dichiarata riserva marina con il nome di area naturale marina protetta Capo Gallo - Isola delle Femmine.
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Riserva Naturale Capo Gallo
La riserva Capo Gallo è un’area naturale protetta che si trova all’interno del territorio comunale di Palermo.
Mare cristallino, splendido panorama, tramonto suggestivo.
Si tratta di un’oasi di circa 600 ettari che è si estende principalmente sul monte Gallo e sul suo promontorio che scende verso il mare e separa i due golfi che si affacciano sul capoluogo siciliano: Mondello e Sferracavallo. E' la seconda area naturale protetta dopo quella del monte Pellegrino.
Anche il tratto di mare con unisce Capo Gallo e la vicina isola delle Femmine è un’oasi protetta, dichiarata riserva marina con il nome di area naturale marina protetta Capo Gallo - Isola delle Femmine.
Offerta gastronomica
Una solida cucina di mare che proviene da un’antica memoria familiare. Gianni Corona coltiva la passione per il pesce rifacendosi alle ricette tradizionali della Sicilia. Tutto nasce al “Piccolo Napoli”, lo storico ristorante a Borgo Vecchio.
Il mestiere è appreso in casa, collaborando con papà Orazio, mamma Rosetta e il fratello Giuseppe. Il ristorante di famiglia diventerà un punto di riferimento per la città.
Nel febbraio del 2015 Gianni avvia a Palermo una nuova attività, “Corona Trattoria”, insieme alla moglie Angela e ai figli Orazio e Alessandro, proseguendo la ricerca e la valorizzazione di prodotti di qualità, sempre e rigorosamente nel rispetto della tradizione.
Obiettivo: garantire a ogni cliente il pesce migliore e il piacere della tavola.
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Corona Trattoria
Una solida cucina di mare che proviene da un’antica memoria familiare. Gianni Corona coltiva la passione per il pesce rifacendosi alle ricette tradizionali della Sicilia. Tutto nasce al “Piccolo Napoli”, lo storico ristorante a Borgo Vecchio.
Il mestiere è appreso in casa, collaborando con papà Orazio, mamma Rosetta e il fratello Giuseppe. Il ristorante di famiglia diventerà un punto di riferimento per la città.
Nel febbraio del 2015 Gianni avvia a Palermo una nuova attività, “Corona Trattoria”, insieme alla moglie Angela e ai figli Orazio e Alessandro, proseguendo la ricerca e la valorizzazione di prodotti di qualità, sempre e rigorosamente nel rispetto della tradizione.
Obiettivo: garantire a ogni cliente il pesce migliore e il piacere della tavola.
Una nuova concezione dello street food e dell’arancina a Palermo. Non è solo una questione di gusti e ricette! I pezzi più buoni della rosticceria siciliana reinterpretati secondo i canoni della freschezza, della qualità e della buona cucina. La tradizione acquista così tutto un altro sapore.
Troverete anche arancine vegetariane e vegane
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Ke Palle
Una nuova concezione dello street food e dell’arancina a Palermo. Non è solo una questione di gusti e ricette! I pezzi più buoni della rosticceria siciliana reinterpretati secondo i canoni della freschezza, della qualità e della buona cucina. La tradizione acquista così tutto un altro sapore.
Troverete anche arancine vegetariane e vegane
Sikulo Emporio - Pomo & Pomo
Enosteria Sicula
Se passate una giornata al mare a Sferracavallo, ecco un buon ristorante dove assaporare il mare nella sua freschezza
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Al Brigantino di Testaverde - Sferracavallo
Se passate una giornata al mare a Sferracavallo, ecco un buon ristorante dove assaporare il mare nella sua freschezza
Cantavespri Wines and Vinyls
Dal liquore alla confettura, dalla birra artigianale,
al vino biodinamico prodotto esclusivamente in Sicilia.
Dall’olio extravergine locale ai più autentici salumi e formaggi rigorosamente SICILIANI.
Acquistare da M*e significa vivere un viaggio
dove si incontrano gusto e tradizione,
ma significa anche scegliere di sostenere un territorio attraverso i suoi prodotti migliori.
15 locals recommend
MadoniEAT
Dal liquore alla confettura, dalla birra artigianale,
al vino biodinamico prodotto esclusivamente in Sicilia.
Dall’olio extravergine locale ai più autentici salumi e formaggi rigorosamente SICILIANI.
Acquistare da M*e significa vivere un viaggio
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ma significa anche scegliere di sostenere un territorio attraverso i suoi prodotti migliori.
GustOriana ristopub
A Mondello, alta qualità, cordialità, accoglienza
La Bodeguita dei Sapori
Se siete a Monreale e vi fermate per un aperitivo
Se andate al mare a Capo Zafferana, fermatevi qui per gustare ottimi piatti dal sapore siciliano ma rivisitato in chiave moderna
La Strummula Restaurant
Se andate al mare a Capo Zafferana, fermatevi qui per gustare ottimi piatti dal sapore siciliano ma rivisitato in chiave moderna
Le Guide ai Quartieri
Piccola cittadina oltre Mondello, splendido mare, vicina la Riserva Naturale Capo Gallo.
Solo scogli e ciottoli
suggestivo la sera, ricco di ristornati gelaterie e drinkerie
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Sferracavallo
Piccola cittadina oltre Mondello, splendido mare, vicina la Riserva Naturale Capo Gallo.
Solo scogli e ciottoli
suggestivo la sera, ricco di ristornati gelaterie e drinkerie
Capo Zafferano è un piccolo promontorio che si protende nel Mar Tirreno, appartenente al territorio di Santa Flavia nella città metropolitana di Palermo. Da esso, procedendo verso occidente, inizia il Golfo di Palermo sul quale si affaccia la Conca d'Oro.
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Capo Zafferano
Capo Zafferano è un piccolo promontorio che si protende nel Mar Tirreno, appartenente al territorio di Santa Flavia nella città metropolitana di Palermo. Da esso, procedendo verso occidente, inizia il Golfo di Palermo sul quale si affaccia la Conca d'Oro.




